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RedBlue’s Blog

Il mio blog: Taranto, Linux, Internet, ma non solo..

Questo è successo appena ieri..

E’ scioccante..

Vorrei tanto che ripetesse certe oscenità davanti a coloro che hanno visto consumarsi e morire una persona cara..

PREMESSA: questa guida è rivolta a coloro che hanno bisogno di condividere files tra due o più pc sui quali sia installato Linux (su tutti, non solo su uno).

Useremo NFS (acronimo di Network FileSystem), che, pur avendo ormai la sua età, è sempre semplice, funzionale e sicuro, oltre che rapido (che non guasta mai). Dobbiamo configurare prima il server e poi il/i client..

Cominciamo dal server, installando ovviamente il necessario:

sudo apt-get install portmap nfs-kernel-server

Poi specifichiamo quali directory sul server vogliamo condividere:

sudo gedit /etc/exports

Aggiungiamo una riga per ogni directory da condividere con la seguente sintassi:

/percorso_completo_dir indirizzo_IP_del_client(rw,sync)

Per abilitare la lettura/scrittura, oppure

/percorso_completo_dir indirizzo_IP_client(ro,sync)

Per accedere in sola lettura. Potenzialmente avremmo già finito, ma è meglio rendere più sicura questa condivisione, specificando chi può accedervi; per fare ciò digitiamo

sudo gedit /etc/hosts.allow

Ed inseriamo le seguenti righe:

portmap: indirizzi_IP_client_autorizzati
mountd: indirizzi_IP_client_autorizzati
nfsd: indirizzi_IP_client_autorizzati
statd: indirizzi_IP_client_autorizzati
lockd: indirizzi_IP_client_autorizzati
rquotad: indirizzi_IP_client_autorizzati

Se abbiamo più client, i loro indirizzi vanno separati da virgole. Specifichiamo anche quali client non sono autorizzati ad accedere alla condivisione:

sudo gedit /etc/hosts.deny

Ed inseriamo la riga:

portmap: ALL
mountd: ALL
nfsd: ALL
statd: ALL
lockd: ALL
rquotad: ALL

In questo modo ogni client non compreso tra quelli specificati in precedenza non avrà accesso alla nostra condivisione. Si può anche precludere l’accesso ad un client preciso, specificandone l’IP al posto di ALL, oppure negare l’accesso a tutti tranne uno, in questo caso si usa la sintassi:

ALL EXCEPT indirizzi_IP_client_autorizzati

Con il server abbiamo finito. Riavviamo i servizi per rendere effettive le modifiche:

sudo portmap restart
sudo /etc/init.d/nfs-kernel-server restart

Andiamo a configurare il client. Prima di tutto installiamo anche qui il necessario:

sudo apt-get install portmap nfs-common

Avremmo già finito, ma anche in questo caso è meglio rendere la condivisione più sicura.

sudo gedit /etc/hosts.deny

Inseriamo la riga:

portmap: ALL

Poi:

sudo gedit /etc/hosts.allow

Inseriamo:

portmap: indirizzo_IP_server

A questo punto abbiamo davvero finito, possiamo montare la condivisione: per farlo occorre creare una directory apposita, ad esempio

sudo mkdir /media/condivisione

Poi montiamo la condivisione con il comando:

sudo mount -t nfs indirizzo_IP_server:/percorso_completo_dir_condivisa /media/condivisione

Se tutto va bene, vedrete apparire un nuovo dispositivo montato tra le risorse del computer (es. con Gnome). Quest’ultimo comando va dato chiaramente ogni volta che si spegne e riaccende il client. Volendo però lo si può rendere permanente, editando fstab:

sudo gedit /etc/fstab

Inseriamo la riga:

# Condivisione NFS
indirizzo_IP_server:/percorso_completo_dir_condivisa /media/condivisione nfs rw,hard,intr 0 0

Chiaramente rw,hard,intr sono solo alcune opzioni possibili, come ogni altro filesystem ne esistono altre, ad esempio potremmo scrivere semplicemente defaults per montare la condivisione con le opzioni standard.

Alla prossima..

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  • Categorie: guide, linux, ubuntu
  • Sono appena tornato dal cinema, dove ho visto questa roba, Marpiccolo..

    Voglio scindere la trama dal resto: parlando della trama, la trovo banale, vista e rivista, il ragazzo che vive in un posto difficile ma che in fondo è buono, si mette in casini sempre più grossi, ma poi capisce che è migliore e cerca di salvarsi.. A me personalmente non piace, ma non discuto con chi invece si appassiona a trame del genere, quindi posso anche concedere che la storia sia discreta..

    Ma poi vado oltre, perchè io i film sono abituato anche a cercare di capirli: volete sapere il messaggio che trasmette questo film??

    TARANTO È UNA TRAPPOLA MORTALE, ABBANDONATA A SÉ STESSA E DOVE VALE SOLO LA LEGGE DEL PIÙ FORTE. L’UNICO MODO PER VIVERE DECENTEMENTE, PER AVERE UNA CASA DIGNITOSA, PER SOPRAVVIVERE, È LAVORARE PER LA MALAVITA. NON C’È DIGNITÀ, NON C’È RIMEDIO, NON C’È NULLA, SOLO DEGRADO SENZA FINE E CRIMINE, E IN FONDO VA BENE COSÌ, PERCHÉ TANTO CHI CI VIVE, TRANNE POCHE ECCEZIONI, È FELICE DI QUESTO. E PER QUELLE POCHE ECCEZIONI, L’UNICA VIA DI SCAMPO È LA FUGA.

    L’intero film è girato nelle zone più degradate di Taranto (le case bianche di Paolo VI, i vicoli della città vecchia, il rione Tamburi, il carcere, tranne UNA SOLA scena girata in un bar del centro, ma tanto si vede SOLO il bar, non certo la città), ma non si fa il minimo accenno al fatto che QUELLA NON È L’INTERA CITTÀ. Inoltre, viene fatto credere che quella zona, Paolo VI, sia sul mare. E non basta, vogliamo parlare dell’Ilva?? Signori, lo stabilimento non c’entra assolutamente nulla con la storia raccontata, serve solo a rendere più squallida l’ambientazione del film (il regista indugia spesso, tra una scena e l’altra, in inquadrature di 5-6 secondi sulle ciminiere, giusto per rendere l’idea).. Un film che dovrebbe far riflettere?? Vi dico che l’UNICA scena in cui si parla davvero di inquinamento è talmente forzata da far ridere, con l’argomento che salta fuori in un contesto in cui non c’entra nulla!! Perfino la fotografia è quasi sempre scura, con colori cupi e freddi, a rendere ancora più squallido l’insieme.. Taranto è malavita, crimine, ignoranza, risse, omicidi, pestaggi, droga, inquinamento, morte..

    Sia chiaro, non sto dicendo che a Taranto siano tutte rose e fiori, ma far passare un messaggio simile, con Taranto messa sullo stesso piano della Napoli di Gomorra, è sbagliato.. Non è mia abitudine difendere questa città, ma non posso star zitto davanti a chi VOMITA MERDA su una realtà già provata oltre ogni misura e che non riesce a rialzarsi!! Taranto NON è quella!! Mi chiedo come possano i politici autorizzare le riprese di una roba del genere.. Ed è già in programma un altro film come questo per l’anno prossimo..

    Dulcis in fundo.. I miei concittadini, o almeno quelli con cui ho avuto la sfortuna di condividere la sala.. Una massa di CAPRE, intente solo ad urlare ed applaudire ogni 15 minuti solo perchè facevano vedere immagini di Taranto, forse di posti vicino a casa loro.. Intenti a riconoscere i loro amici tra le comparse, a ridere sguaiatamente ad ogni espressione dialettale del film, e a fare il tifo per l’uno o per l’altro ad ogni rissa nel film.. Non UNO che si sia accorto che quello non è un affresco della nostra città, ma una condanna senza appello!!

    Sono sinceramente DISGUSTATO, forse è vero che ci meritiamo tutto quanto..

    Aggiornare Alsa dai sorgenti..

    Con la nuova release di Ubuntu, Karmic, sembrava che l’audio sui notebook HP DV6, dotati di scheda audio HDA Intel, fosse stato sistemato.. In realtà, dai commenti al mio precedente post (”Karmic Koala su HP DV6-1205sl: prime impressioni“), non è proprio così.. Pare infatti che, anche azzerando manualmente il volume dello speaker del pc, non si riescano ad usare le cuffie.. Personalmente ho aggiornato Alsa, fatto che non risolve definitivamente il problema, ma se non altro lo limita. Inoltre, penso sia cmq utile essere in grado di effettuare un aggiornamento manuale, e questo spiega questa guida.

    Primo passo, preparare il sistema:

    sudo apt-get -y install build-essential ncurses-dev gettext xmlto
    sudo apt-get -y install linux-headers-`uname -r`

    Secondo passo, scaricare i sorgenti in una directory creata apposta:

    mkdir -p /home/alsa-driver
    cd /home/alsa-driver

    wget ftp://ftp.alsa-project.org/pub/driver/alsa-driver-1.0.21.tar.bz2
    wget ftp://ftp.alsa-project.org/pub/lib/alsa-lib-1.0.21.tar.bz2
    wget ftp://ftp.alsa-project.org/pub/utils/alsa-utils-1.0.21.tar.bz2

    N.B. Ci sarebbe da scaricare anche alsa-firmware, ma sul sito ufficiale del progetto (Alsa-project) è fermo alla versione 1.0.20, che è già presente in Karmic, quindi ho preferito saltare questo file..

    Ora decomprimiamo i tre archivi scaricati:

    tar xjf alsa-driver*
    tar xjf alsa-lib*
    tar xjf alsa-utils*

    Terzo passo, compilare i sorgenti ottenuti:

    cd alsa-driver*
    ./configure --with-cards=hda-intel --with-kernel=/usr/src/linux-headers-$(uname -r)
    make
    sudo make install

    cd ../alsa-lib*
    ./configure
    make
    sudo make install

    cd ../alsa-utils*
    ./configure
    make
    sudo make install

    ATTENZIONE!! Durante il configure potreste avere l’errore: configure: error: panelw library not found. Niente paura, basta creare nella directory in cui vi trovate i seguenti link simbolici:

    sudo ln -s libpanelw.so.5 /usr/lib/libpanelw.so
    sudo ln -s libformw.so.5 /usr/lib/libformw.so
    sudo ln -s libmenuw.so.5 /usr/lib/libmenuw.so
    sudo ln -s libncursesw.so.5 /lib/libncursesw.so

    A questo punto non resta che riavviare il sistema (eh si, ogni tanto serve anche in Linux!! :D ), e al riavvio verificare che tutto sia andato bene col comando:

    cat /proc/asound/version

    Che dovrebbe restituire come output qualcosa del genere:

    Advanced Linux Sound Architecture Driver Version 1.0.21.
    Compiled on Nov 3 2009 for kernel 2.6.31-14-generic (SMP).

    Quarto ed ultimo passo, eseguire la configurazione automatica di Alsa, digitando da terminale:

    sudo alsaconf

    Alla prossima..

    E’ stata rilasciata Karmic Koala, la nuova versione (9.10) di Ubuntu!! Chiaramente, non potevo non installarla.. Premetto che parlo di un’installazione nuova di zecca, non di un aggiornamento. Devo dire che, rispetto a Jaunty, sono piacevolmente sorpreso.. Riguardo i tre aspetti che non mi erano piaciuti con la vecchia versione (vedere “HP Pavilion DV6-1205sl e Jaunty“):

    • il wireless ora funziona direttamente, senza bisogno di installare alcun pacchetto aggiuntivo..
    • per l’audio non è più necessario l’aggiornamento di Alsa, ma mi è bastato editare il file /etc/modprobe.d/alsa-base.conf come segue:

      sudo gedit /etc/modprobe.d/alsa-base.conf

      L’ultima riga era:

      options snd-hda-intel power_save=10 power_save_controller=N

      Io ho solo aggiunto alla fine model=hp-hdx:

      options snd-hda-intel power_save=10 power_save_controller=N model=hp-hdx

      EDIT: grazie alla segnalazione di V, mi sono reso conto che inserendo il jack delle cuffie si ottiene lo strano effetto che le cuffie stesse funzionano, ma resta attivo anche l’altoparlante del notebook.. Al momento non ho trovato una soluzione (l’aggiornamento di Alsa non ha dato esito positivo), vi terrò aggiornati..
      EDIT 2: dopo un’altra prova, ho trovato il sistema per disabilitare gli altoparlanti quando si inseriscono le cuffie.. Nella maniera più artigiale del mondo, da terminale digitare:

      alsamixer -Dhw

      spostarsi con le frecce alla voce Speaker e premere m per disabilitarlo, poi una volta staccate le cuffie ripremere m per riabilitarlo.. E’ orribile come soluzione lo so, prometto che cercherò di trovarne una più elegante!! ;)

    • per la parte video, non è cambiato nulla, va alla grande, basta scaricare l’ultima versione dei Catalyst da qui, e poi procedere come ho descritto in precedenza..

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