Il mio blog: Taranto, Linux, Internet, ma non solo..
28 mag
Oggi sulla home page di Focus.it campeggia uno speciale sui luoghi più inquinati d’Italia. Basta cliccare, ed ecco che in fondo alla pagina, nell’elenco di questi 10 luoghi, compare proprio la mia amata città natale, Taranto!!
ESTENSIONE: 11.374 ettari, di cui 6.991 di fondali marini e 4.383 di terreno.
CONTAMINANTI: diossine e PCB, metalli pesanti, idrocarburi, amianto.
CONTAMINATORI: industria siderurgica, petrolifera e cementifera.
Nell’articolo sono riportati dati che, chi vive a Taranto e si interessa di certi argomenti, ha già sentito e risentito, ma ritengo che sia bene riportare alcuni passi di questo articolo, giusto per rinfrescare la memoria (e perchè no, magari per portare a conoscenza del problema chi l’ha finora ignorato):
«Secondo il rapporto 2008 dell’Arpa Puglia, dal solo camino E312 dell’impianto di agglomerazione dell’Ilva sono fuoriusciti fino a 171 grammi di diossina all’anno. Se andiamo a vedere il Registro Europeo delle Emissioni Inquinanti scopriamo che, nel 2004, le emissioni di diossina delle industrie di tutta la Spagna sono state 75,6 grammi, quelle del Regno Unito 68,6 g, quelle della Svezia 20,6 g e quelle dell’Austria 1,5. Una sola linea di produzione italiana in un anno fa più danni di tutte le industrie di questi Paesi! E se moltiplichiamo i 171 grammi annui emessi a Taranto per i 45 anni di attività della Ilva otteniamo 7,7 kg di diossina. Che è quasi tre volte la quantità fuoriuscita a Seveso nel 1976!»
E ancora, l’articolo si chiude così:
«..l’area industriale di Taranto è inserita tra i siti contaminati di interesse nazionale dal 1998 e nel 2007 risulta bonificata per l’1% appena (Ispra 2007).»
Questo è il reportage completo, che andrebbe letto d’un fiato, compresi anche i vari link segnalati..
Taranto svegliati!!
27 mag
Ho installato Ubuntu Netbook Remix sul mio eCafé.. Devo dire che sono impressionato!!
Ho scelto la pià recente, la 9.04 “Jaunty Jackalope”. L’installazione è la classica di Ubuntu, solo che ovviamente va eseguita da un pendrive USB apposta configurato (spiegherò più avanti come fare), è abbastanza rapida (ho lasciato gran parte delle impostazioni di default, compreso il filesystem ext3), e il boot decisamente rapido. La sorpresa è arrivata al primo avvio: tutto l’hardware del netbook è stato riconosciuto in automatico, webcam compresa!! Non ho dovuto configurare assolutamente nulla, praticamente il pc era pronto per funzionare..
Ecco come fare..
Per prima cosa scaricare l’immagine di Ubuntu Netbook Remix da questo sito, poi bisogna copiarla su un pendrive USB,installare per prima cosa Imagewriter:
sudo apt-get install usb-imagewriter
Poi, col pendrive inserito, lanciare Imagewriter da Applicazioni -> Accessori -> Imagewriter e selezionare l’immagine scaricata prima e il pendrive come destinazione. Attenzione che questa operazione cancellerà tutti i dati esistenti sul pendrive!
A questo punto settare il BIOS del netbook (tasto Canc all’accensione per accedere) affichè quest’ultimo si avvii da USB, inserire il pendrive e riavviare, poi procedere con la normale installazione.
Personalmente ho deciso di abilitare lo scaling della CPU, soprattutto per limitare ulteriormente i consumi (dato che la ventola è di per sé già silenziosissima), e la procedura è esattamente identica a quella che ho descritto in precedenza (tranne che per i sensori di temperatura, probabilmente non presenti). Inoltre, come chicca finale, ho scoperto, dopo una rapida ricerca in rete, come fare ad abilitare i suoni di inizio e fine sessione (che non so perchè non sono abilitati di default, basta editare i seguenti 2 file:
sudo gedit /etc/gdm/PreSession/Default
sudo gedit /etc/gdm/PostSession/Default
Inserendo rispettivamente (sempre prima di exit 0) le seguenti righe:
/usr/bin/canberra-gtk-play --id="desktop-login"
/usr/bin/canberra-gtk-play--id="desktop-logout"
Ed ecco il risultato finale:
25 mag
Era da tempo che tenevo d’occhio il mercato dei netbook.. Direi da quando hanno fatto la loro comparsa sul mercato..
E’ inutile negare la loro comodità, a patto di avere ben chiaro l’utilizzo che se ne deve fare (per il sottoscritto si tratta di un computer secondario da utilizzare fuori casa): in generale penso di poter dire che se cercate un notebook per fare editing audio/video, CAD, o semplicemente per usare i giochi di ultima generazione, potete anche evitare di continuare a leggere..
La scelta non è semplice, in quanto ormai il ventaglio di possibilità è mostruosamente ampio, anche se alla fine le configurazioni bene o male sono sempre le stesse (questo è dovuto al fatto che in questo settore per mantenere determinate caratteristiche non ci si può discostare molto da una serie di “linee guida”).
Per quanto mi riguarda, le caratteristiche che più mi interessano sono la portabilità (e quindi peso e durata della batteria), e la piena compatibilità con Linux (è una necessità, non posso proprio avere un notebook con Windows), con un occhio di riguardo al prezzo (è mia opinione che spendere 400 euro per un netbook non sia accettabile, in quanto oggi con 500 euro si acquista un notebook di fascia media, che è nettamente superiore come caratteristiche). La scelta è stata tremendamente difficile, scartati abbastanza presto i Samsung (ottimi e bellissimi, ma troppo costosi), così come gli Eee Pc di Asus (splendidi i più recenti, ma troppo costosi, ottimo prezzo ma caratteristiche troppo modeste i meno recenti), mi ero orientato sugli Acer, ma un pomeriggio la mia ragazza (che voglio ringraziare pubblicamente, non so proprio come farei senza di lei!! Se non ci fosse bisognebbe davvero inventarla!!
) mi ha fatto notare su uno scaffale l’Hercules eCafé EC-900 H60G-IAW, netbook con il quale la casa francese famosa soprattutto per periferiche audio e video si è lanciata in questo settore.
E’ un netbook di vecchia concezione, ovvero molto essenziale e senza fronzoli (ma con un design che io trovo molto accattivante comunque), con delle caratteristiche piuttosto standard:
Considerando che era in offerta a 100 euro in meno del prezzo di vendita (299 euro), è facile capire che in men che non si dica era a casa mia (anzi per la verità lo ha preso anche la mia ragazza!). Ora lo sto provando, devo dire che sono veramente soddisfatto, lo schermo non sarà il meglio sul mercato, ma è chiaro e luminoso, la risoluzione è assolutamente ottimizzata e non risulta stancante. La rumorosità è praticamente inesistente (sperando che la ventola funzioni!!
), e il calore per il momento non è eccessivo. In quanto alla reattività, niente da dire: il sistema operativo installato è Windows XP, con però un’interfaccia proprietaria di Hercules che rende ogni funzione semplicissima da trovare e avviare, e la batteria (che ancora non ho caricato) sembra davvero durare molto sopra la media (la casa dichiara più di 5 ore di autonomia con un uso intenso). A proposito della batteria, ha una forma particolare, che presenta una specie di “piede” nella parte inferiore, questo è dovuto alle 6 celle, ovviamente è più grande di una batteria standard, ma devo dire che conferisce all’insieme una posizione di scrittura piuttosto comoda. Nella confezione è incluso un manuale d’uso (molto piccolo), l’alimentatore, e una serie di 3 adesivi per personalizzare l’aspetto esterno del netbook..
Il prossimo passo ora è quello di installare Linux, come ho detto mi serve il sistema operativo del Pinguino, e penso che mi orienterò sulla Ubuntu Netbook Remix; non penso proprio ci saranno problemi, infatti esiste anche una versione precedente con installato direttamente Linux, e l’hardware è praticamente identico (anche questo mi ha convinto nell’acquisto)..

22 mag
Recentemente è stata rilasciata la versione 3.1 di OpenOffice. Installarla su Ubuntu 9.04 (”Jaunty Jackalope”) è semplicissimo, basta aggiungere un opportuno repository. Vediamo come fare..
Per prima cosa aggiungiamo il repository:
deb http://ppa.launchpad.net/openoffice-pkgs/ppa/ubuntu jaunty main
Per farlo semplicemente copiamo questa riga nel file /etc/apt/sources.list oppure da Sistema -> Amministrazione -> Sorgenti software -> Software di terze parti -> Aggiungi, poi scarichiamo la chiave di autenticazione (selezionare Salva destinazione con nome dopo aver cliccato col tasto destro sul collegamento) che andremo ad inserire da Sistema -> Amministrazione -> Sorgenti software -> Autenticazione -> Importa file chiave, e infine da terminale digitiamo:
sudo apt-get update
sudo apt-get dist-upgrade
Se avevamo già installata la versione precendente di OpenOffice abbiamo finito, altrimenti bisogna installarlo da Synaptic, oppure selezionando Applicazioni -> Aggiungi/rimuovi.. e cercando OpenOffice (si può fare anche da riga di comando, ma in genere è più complesso perchè bisogna indicare vari pacchetti e onestamente il sottoscritto non conosce con precisione questa lista)..
20 mag
Lo scaling è la capacità di variare la frequenza di lavoro della CPU, in modo da aver un minor consumo energetico e, visto che ora fa caldo, magari un minor tempo di accensione della ventola. Vediamo come attivarlo, il demone si chiama cpufrequtils:
sudo apt-get install cpufrequtils
A questo punto per caricare il modulo all’avvio, basta inserire la riga p4_clockmod alla fine del file /etc/modules. Poi possiamo anche installare una comoda applet per la gestione dello scaling e, se vogliamo fare le cose per bene, anche un’altra applet capace di monitorare le temperature:
sudo apt-get install gnome-applets
sudo dpkg-reconfigure gnome-applets
sudo apt-get install lm-sensors sensors-applet
Fatto. Ora non ci resta che inserire in un pannello le applet “Variazione frequenza CPU” e “Hardware sensors monitor” (click destro sul pannello -> Aggiungi al pannello..).
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