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RedBlue’s Blog

Il mio blog: Taranto, Linux, Internet, ma non solo..

Archivio per novembre, 2009

Nautilus, il file manager predefinito di Gnome, è eccezionale, ma può succedere a volte di dover usare una funzione, magari banale, che non è compresa di default, e quindi essere costretti a “girare” un pò per il sistema.. Un esempio banale: siamo in una directory (con l’interfaccia grafica) e dobbiamo compiere un’azione su un file in essa contenuto con i privilegi di root.. Invece di aprire manualmente la shell, e digitare il percorso desisderato, possiamo semplicemente fare click destro in un’area vuota dello schermo e avremo direttamente il comando "Open terminal here".. Ma non finisce qui, ad esempio potremmo aver bisogno di fare la stessa operazione su molti files, e allora perchè non sfruttare uno script che, una volta selezionati, con un click fa tutto??

L’installazione è semplicissima, da riga di comando:

cd ~/.gnome2/
wget http://g-scripts.sourceforge.net/nautilus-scripts.tar.gz
tar zxvf nautilus-scripts.tar.gz

A questo punto avrete un nuovo menu integrato in Nautilus (visibile con un click destro in una directory) contenente tutti i nuovi script. Ce ne sono davvero per tutte le esigenze, io stesso molti non li ho mai utilizzati. Ovviamente siete liberissimi di cancellare quelli che non vi servono, si trovano tutti in ~/.gnome2/nautilus-scripts, semplicemente cancellate ciò di cui non avete bisogno..

Quaasi dimenticavo, sono tutti inglese.. Io li ho lasciati così, ma nessuno vieta di rinominarli in italiano.. ;)

Questo è successo appena ieri..

E’ scioccante..

Vorrei tanto che ripetesse certe oscenità davanti a coloro che hanno visto consumarsi e morire una persona cara..

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  • Filed under: ambiente, morte, taranto
  • PREMESSA: questa guida è rivolta a coloro che hanno bisogno di condividere files tra due o più pc sui quali sia installato Linux (su tutti, non solo su uno).

    Useremo NFS (acronimo di Network FileSystem), che, pur avendo ormai la sua età, è sempre semplice, funzionale e sicuro, oltre che rapido (che non guasta mai). Dobbiamo configurare prima il server e poi il/i client..

    Cominciamo dal server, installando ovviamente il necessario:

    sudo apt-get install portmap nfs-kernel-server

    Poi specifichiamo quali directory sul server vogliamo condividere:

    sudo gedit /etc/exports

    Aggiungiamo una riga per ogni directory da condividere con la seguente sintassi:

    /percorso_completo_dir indirizzo_IP_del_client(rw,sync)

    Per abilitare la lettura/scrittura, oppure

    /percorso_completo_dir indirizzo_IP_client(ro,sync)

    Per accedere in sola lettura. Potenzialmente avremmo già finito, ma è meglio rendere più sicura questa condivisione, specificando chi può accedervi; per fare ciò digitiamo

    sudo gedit /etc/hosts.allow

    Ed inseriamo le seguenti righe:

    portmap: indirizzi_IP_client_autorizzati
    mountd: indirizzi_IP_client_autorizzati
    nfsd: indirizzi_IP_client_autorizzati
    statd: indirizzi_IP_client_autorizzati
    lockd: indirizzi_IP_client_autorizzati
    rquotad: indirizzi_IP_client_autorizzati

    Se abbiamo più client, i loro indirizzi vanno separati da virgole. Specifichiamo anche quali client non sono autorizzati ad accedere alla condivisione:

    sudo gedit /etc/hosts.deny

    Ed inseriamo la riga:

    portmap: ALL
    mountd: ALL
    nfsd: ALL
    statd: ALL
    lockd: ALL
    rquotad: ALL

    In questo modo ogni client non compreso tra quelli specificati in precedenza non avrà accesso alla nostra condivisione. Si può anche precludere l’accesso ad un client preciso, specificandone l’IP al posto di ALL, oppure negare l’accesso a tutti tranne uno, in questo caso si usa la sintassi:

    ALL EXCEPT indirizzi_IP_client_autorizzati

    Con il server abbiamo finito. Riavviamo i servizi per rendere effettive le modifiche:

    sudo portmap restart
    sudo /etc/init.d/nfs-kernel-server restart

    Andiamo a configurare il client. Prima di tutto installiamo anche qui il necessario:

    sudo apt-get install portmap nfs-common

    Avremmo già finito, ma anche in questo caso è meglio rendere la condivisione più sicura.

    sudo gedit /etc/hosts.deny

    Inseriamo la riga:

    portmap: ALL

    Poi:

    sudo gedit /etc/hosts.allow

    Inseriamo:

    portmap: indirizzo_IP_server

    A questo punto abbiamo davvero finito, possiamo montare la condivisione: per farlo occorre creare una directory apposita, ad esempio

    sudo mkdir /media/condivisione

    Poi montiamo la condivisione con il comando:

    sudo mount -t nfs indirizzo_IP_server:/percorso_completo_dir_condivisa /media/condivisione

    Se tutto va bene, vedrete apparire un nuovo dispositivo montato tra le risorse del computer (es. con Gnome). Quest’ultimo comando va dato chiaramente ogni volta che si spegne e riaccende il client. Volendo però lo si può rendere permanente, editando fstab:

    sudo gedit /etc/fstab

    Inseriamo la riga:

    # Condivisione NFS
    indirizzo_IP_server:/percorso_completo_dir_condivisa /media/condivisione nfs rw,hard,intr 0 0

    Chiaramente rw,hard,intr sono solo alcune opzioni possibili, come ogni altro filesystem ne esistono altre, ad esempio potremmo scrivere semplicemente defaults per montare la condivisione con le opzioni standard.

    Alla prossima..

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  • Filed under: guide, linux, ubuntu
  • Sono appena tornato dal cinema, dove ho visto questa roba, Marpiccolo..

    Voglio scindere la trama dal resto: parlando della trama, la trovo banale, vista e rivista, il ragazzo che vive in un posto difficile ma che in fondo è buono, si mette in casini sempre più grossi, ma poi capisce che è migliore e cerca di salvarsi.. A me personalmente non piace, ma non discuto con chi invece si appassiona a trame del genere, quindi posso anche concedere che la storia sia discreta..

    Ma poi vado oltre, perchè io i film sono abituato anche a cercare di capirli: volete sapere il messaggio che trasmette questo film??

    TARANTO È UNA TRAPPOLA MORTALE, ABBANDONATA A SÉ STESSA E DOVE VALE SOLO LA LEGGE DEL PIÙ FORTE. L’UNICO MODO PER VIVERE DECENTEMENTE, PER AVERE UNA CASA DIGNITOSA, PER SOPRAVVIVERE, È LAVORARE PER LA MALAVITA. NON C’È DIGNITÀ, NON C’È RIMEDIO, NON C’È NULLA, SOLO DEGRADO SENZA FINE E CRIMINE, E IN FONDO VA BENE COSÌ, PERCHÉ TANTO CHI CI VIVE, TRANNE POCHE ECCEZIONI, È FELICE DI QUESTO. E PER QUELLE POCHE ECCEZIONI, L’UNICA VIA DI SCAMPO È LA FUGA.

    L’intero film è girato nelle zone più degradate di Taranto (le case bianche di Paolo VI, i vicoli della città vecchia, il rione Tamburi, il carcere, tranne UNA SOLA scena girata in un bar del centro, ma tanto si vede SOLO il bar, non certo la città), ma non si fa il minimo accenno al fatto che QUELLA NON È L’INTERA CITTÀ. Inoltre, viene fatto credere che quella zona, Paolo VI, sia sul mare. E non basta, vogliamo parlare dell’Ilva?? Signori, lo stabilimento non c’entra assolutamente nulla con la storia raccontata, serve solo a rendere più squallida l’ambientazione del film (il regista indugia spesso, tra una scena e l’altra, in inquadrature di 5-6 secondi sulle ciminiere, giusto per rendere l’idea).. Un film che dovrebbe far riflettere?? Vi dico che l’UNICA scena in cui si parla davvero di inquinamento è talmente forzata da far ridere, con l’argomento che salta fuori in un contesto in cui non c’entra nulla!! Perfino la fotografia è quasi sempre scura, con colori cupi e freddi, a rendere ancora più squallido l’insieme.. Taranto è malavita, crimine, ignoranza, risse, omicidi, pestaggi, droga, inquinamento, morte..

    Sia chiaro, non sto dicendo che a Taranto siano tutte rose e fiori, ma far passare un messaggio simile, con Taranto messa sullo stesso piano della Napoli di Gomorra, è sbagliato.. Non è mia abitudine difendere questa città, ma non posso star zitto davanti a chi VOMITA MERDA su una realtà già provata oltre ogni misura e che non riesce a rialzarsi!! Taranto NON è quella!! Mi chiedo come possano i politici autorizzare le riprese di una roba del genere.. Ed è già in programma un altro film come questo per l’anno prossimo..

    Dulcis in fundo.. I miei concittadini, o almeno quelli con cui ho avuto la sfortuna di condividere la sala.. Una massa di CAPRE, intente solo ad urlare ed applaudire ogni 15 minuti solo perchè facevano vedere immagini di Taranto, forse di posti vicino a casa loro.. Intenti a riconoscere i loro amici tra le comparse, a ridere sguaiatamente ad ogni espressione dialettale del film, e a fare il tifo per l’uno o per l’altro ad ogni rissa nel film.. Non UNO che si sia accorto che quello non è un affresco della nostra città, ma una condanna senza appello!!

    Sono sinceramente DISGUSTATO, forse è vero che ci meritiamo tutto quanto..

    Aggiornare Alsa dai sorgenti..

    Con la nuova release di Ubuntu, Karmic, sembrava che l’audio sui notebook HP DV6, dotati di scheda audio HDA Intel, fosse stato sistemato.. In realtà, dai commenti al mio precedente post (”Karmic Koala su HP DV6-1205sl: prime impressioni“), non è proprio così.. Pare infatti che, anche azzerando manualmente il volume dello speaker del pc, non si riescano ad usare le cuffie.. Personalmente ho aggiornato Alsa, fatto che non risolve definitivamente il problema, ma se non altro lo limita. Inoltre, penso sia cmq utile essere in grado di effettuare un aggiornamento manuale, e questo spiega questa guida.

    Primo passo, preparare il sistema:

    sudo apt-get -y install build-essential ncurses-dev gettext xmlto
    sudo apt-get -y install linux-headers-`uname -r`

    Secondo passo, scaricare i sorgenti in una directory creata apposta:

    mkdir -p /home/alsa-driver
    cd /home/alsa-driver

    wget ftp://ftp.alsa-project.org/pub/driver/alsa-driver-1.0.21.tar.bz2
    wget ftp://ftp.alsa-project.org/pub/lib/alsa-lib-1.0.21.tar.bz2
    wget ftp://ftp.alsa-project.org/pub/utils/alsa-utils-1.0.21.tar.bz2

    N.B. Ci sarebbe da scaricare anche alsa-firmware, ma sul sito ufficiale del progetto (Alsa-project) è fermo alla versione 1.0.20, che è già presente in Karmic, quindi ho preferito saltare questo file..

    Ora decomprimiamo i tre archivi scaricati:

    tar xjf alsa-driver*
    tar xjf alsa-lib*
    tar xjf alsa-utils*

    Terzo passo, compilare i sorgenti ottenuti:

    cd alsa-driver*
    ./configure --with-cards=hda-intel --with-kernel=/usr/src/linux-headers-$(uname -r)
    make
    sudo make install

    cd ../alsa-lib*
    ./configure
    make
    sudo make install

    cd ../alsa-utils*
    ./configure
    make
    sudo make install

    ATTENZIONE!! Durante il configure potreste avere l’errore: configure: error: panelw library not found. Niente paura, basta creare nella directory in cui vi trovate i seguenti link simbolici:

    sudo ln -s libpanelw.so.5 /usr/lib/libpanelw.so
    sudo ln -s libformw.so.5 /usr/lib/libformw.so
    sudo ln -s libmenuw.so.5 /usr/lib/libmenuw.so
    sudo ln -s libncursesw.so.5 /lib/libncursesw.so

    A questo punto non resta che riavviare il sistema (eh si, ogni tanto serve anche in Linux!! :D ), e al riavvio verificare che tutto sia andato bene col comando:

    cat /proc/asound/version

    Che dovrebbe restituire come output qualcosa del genere:

    Advanced Linux Sound Architecture Driver Version 1.0.21.
    Compiled on Nov 3 2009 for kernel 2.6.31-14-generic (SMP).

    Quarto ed ultimo passo, eseguire la configurazione automatica di Alsa, digitando da terminale:

    sudo alsaconf

    Alla prossima..

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