Il mio blog: Taranto, Linux, Internet, ma non solo..
22 nov
Questo è successo appena ieri..
E’ scioccante..
Vorrei tanto che ripetesse certe oscenità davanti a coloro che hanno visto consumarsi e morire una persona cara..
9 nov
Sono appena tornato dal cinema, dove ho visto questa roba, Marpiccolo..
Voglio scindere la trama dal resto: parlando della trama, la trovo banale, vista e rivista, il ragazzo che vive in un posto difficile ma che in fondo è buono, si mette in casini sempre più grossi, ma poi capisce che è migliore e cerca di salvarsi.. A me personalmente non piace, ma non discuto con chi invece si appassiona a trame del genere, quindi posso anche concedere che la storia sia discreta..
Ma poi vado oltre, perchè io i film sono abituato anche a cercare di capirli: volete sapere il messaggio che trasmette questo film??
TARANTO È UNA TRAPPOLA MORTALE, ABBANDONATA A SÉ STESSA E DOVE VALE SOLO LA LEGGE DEL PIÙ FORTE. L’UNICO MODO PER VIVERE DECENTEMENTE, PER AVERE UNA CASA DIGNITOSA, PER SOPRAVVIVERE, È LAVORARE PER LA MALAVITA. NON C’È DIGNITÀ, NON C’È RIMEDIO, NON C’È NULLA, SOLO DEGRADO SENZA FINE E CRIMINE, E IN FONDO VA BENE COSÌ, PERCHÉ TANTO CHI CI VIVE, TRANNE POCHE ECCEZIONI, È FELICE DI QUESTO. E PER QUELLE POCHE ECCEZIONI, L’UNICA VIA DI SCAMPO È LA FUGA.
L’intero film è girato nelle zone più degradate di Taranto (le case bianche di Paolo VI, i vicoli della città vecchia, il rione Tamburi, il carcere, tranne UNA SOLA scena girata in un bar del centro, ma tanto si vede SOLO il bar, non certo la città), ma non si fa il minimo accenno al fatto che QUELLA NON È L’INTERA CITTÀ. Inoltre, viene fatto credere che quella zona, Paolo VI, sia sul mare. E non basta, vogliamo parlare dell’Ilva?? Signori, lo stabilimento non c’entra assolutamente nulla con la storia raccontata, serve solo a rendere più squallida l’ambientazione del film (il regista indugia spesso, tra una scena e l’altra, in inquadrature di 5-6 secondi sulle ciminiere, giusto per rendere l’idea).. Un film che dovrebbe far riflettere?? Vi dico che l’UNICA scena in cui si parla davvero di inquinamento è talmente forzata da far ridere, con l’argomento che salta fuori in un contesto in cui non c’entra nulla!! Perfino la fotografia è quasi sempre scura, con colori cupi e freddi, a rendere ancora più squallido l’insieme.. Taranto è malavita, crimine, ignoranza, risse, omicidi, pestaggi, droga, inquinamento, morte..
Sia chiaro, non sto dicendo che a Taranto siano tutte rose e fiori, ma far passare un messaggio simile, con Taranto messa sullo stesso piano della Napoli di Gomorra, è sbagliato.. Non è mia abitudine difendere questa città, ma non posso star zitto davanti a chi VOMITA MERDA su una realtà già provata oltre ogni misura e che non riesce a rialzarsi!! Taranto NON è quella!! Mi chiedo come possano i politici autorizzare le riprese di una roba del genere.. Ed è già in programma un altro film come questo per l’anno prossimo..
Dulcis in fundo.. I miei concittadini, o almeno quelli con cui ho avuto la sfortuna di condividere la sala.. Una massa di CAPRE, intente solo ad urlare ed applaudire ogni 15 minuti solo perchè facevano vedere immagini di Taranto, forse di posti vicino a casa loro.. Intenti a riconoscere i loro amici tra le comparse, a ridere sguaiatamente ad ogni espressione dialettale del film, e a fare il tifo per l’uno o per l’altro ad ogni rissa nel film.. Non UNO che si sia accorto che quello non è un affresco della nostra città, ma una condanna senza appello!!
Sono sinceramente DISGUSTATO, forse è vero che ci meritiamo tutto quanto..
18 giu
Cercavo “rifiuti speciali” su Google, e mi sono imbattuto in questo video.. Niente da dire, sono proprio contento, la mia città ogni giorno che passa acquista sempre più prestigio a livello nazionale..
Vi riporto per intero la didascalia del video:
“Il dato è sconcertante. Nella sola provincia di Taranto viene smaltita una quantità di rifiuti speciali, provenienti da tutta Italia, di 14 volte superiore a quella dell’intera regione Lombardia. A renderlo noto è Alessandro Marescotti di Peacelink intervenuto in sede di commissione ambiente del comune di Taranto riunitasi per discutere delle autorizzazioni integrate ambientali già concesse per le discariche Italcave di Statte, Ecolevante di Grottaglie e Vergine di Fragagnano.”
A voi le conclusioni..
28 mag
Oggi sulla home page di Focus.it campeggia uno speciale sui luoghi più inquinati d’Italia. Basta cliccare, ed ecco che in fondo alla pagina, nell’elenco di questi 10 luoghi, compare proprio la mia amata città natale, Taranto!!
ESTENSIONE: 11.374 ettari, di cui 6.991 di fondali marini e 4.383 di terreno.
CONTAMINANTI: diossine e PCB, metalli pesanti, idrocarburi, amianto.
CONTAMINATORI: industria siderurgica, petrolifera e cementifera.
Nell’articolo sono riportati dati che, chi vive a Taranto e si interessa di certi argomenti, ha già sentito e risentito, ma ritengo che sia bene riportare alcuni passi di questo articolo, giusto per rinfrescare la memoria (e perchè no, magari per portare a conoscenza del problema chi l’ha finora ignorato):
«Secondo il rapporto 2008 dell’Arpa Puglia, dal solo camino E312 dell’impianto di agglomerazione dell’Ilva sono fuoriusciti fino a 171 grammi di diossina all’anno. Se andiamo a vedere il Registro Europeo delle Emissioni Inquinanti scopriamo che, nel 2004, le emissioni di diossina delle industrie di tutta la Spagna sono state 75,6 grammi, quelle del Regno Unito 68,6 g, quelle della Svezia 20,6 g e quelle dell’Austria 1,5. Una sola linea di produzione italiana in un anno fa più danni di tutte le industrie di questi Paesi! E se moltiplichiamo i 171 grammi annui emessi a Taranto per i 45 anni di attività della Ilva otteniamo 7,7 kg di diossina. Che è quasi tre volte la quantità fuoriuscita a Seveso nel 1976!»
E ancora, l’articolo si chiude così:
«..l’area industriale di Taranto è inserita tra i siti contaminati di interesse nazionale dal 1998 e nel 2007 risulta bonificata per l’1% appena (Ispra 2007).»
Questo è il reportage completo, che andrebbe letto d’un fiato, compresi anche i vari link segnalati..
Taranto svegliati!!
25 gen
Polveri alle stelle è un documentario collettivo della durata di trentasei minuti che, attraverso immagini, testimonianze e interviste, pone in risalto lo stato di degrado ambientale in cui versa Taranto. L’iniziativa nasce da un’idea di Vittorio Vespucci e Monica Nitti e dà voce ai cittadini ed alle associazioni, reclutando i partecipanti al progetto attraverso il Web. Ne scaturisce il ritratto di una città, soggiogata dal ricatto occupazionale della grande industria, che comincia a ritrovare la propria identità e prendendere coscienza di quanto urgente e inderogabile sia la necessità della svolta. Si delineano due scuole di pensiero: c’è chi auspica che la grande industria possa continuare ad essere presente sul territorio ma in forma meno aggressiva e chi, dopo decenni di parole alle quali non hanno avuto seguito fatti concreti, comincia ad immaginare la Taranto post-industriale. Si parla delle conseguenza della diossina sulla salute dei tarantini, delle condizioni di lavoro all’interno degli stabilimenti industriali, dei disagi che l’inquinamento provoca quotidianamente agli abitanti del quartiere Tamburi e all’intera città, del destino spesso segnato di chi lavora nella grande industria. Si fa riferimento a forme di inquinamento meno percepite ma non per questo da sottovalutare quali l’inquinamento del mare, l’elettrosmog e le discariche di rifiuti tossici. Non mancano i riferimenti alla religiosità popolare: il destino della Taranto del futuro è affidata da una bambina nelle mani del patrono della città attraverso le parole scritte in una lettera. Con la realizzazione di questo progetto si intende proporre uno spaccato della realtà della città di Taranto allo scopo di promuovere un dibattito costruttivo, finalizzato all’approfondimento del problema ambientale a Taranto. Il sito ufficiale: Polveri alle stelle.
Ovviamente se possibile diffondetelo da ogni parte!!
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| By N2H | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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