Il mio blog: Taranto, Linux, Internet, ma non solo..
5 apr
Recentemente Wordpress Mobile Edition, noto plugin per Wordpress capace di ottimizzare la grafica del blog per i browser dei dispositivi mobili, è giunto alla versione 3.0.0, e successivamente alla 3.0.1-2-3-4. Dopo l’aggiornamento dalla 3.0.0 alla 3.0.4, ho notato un fastidioso errore, il plugin risultava non installato correttamente, e quindi la versione mobile di questo blog era irraggiungibile. La soluzione? Eccola!
Praticamente basta semplicemente rinominare la directory /wp-content/themes/wp-mobile, presente sul server, in /wp-content/themes/carrington-mobile-1.0.1, e il gioco è fatto, il plugin torna magicamente a funzionare!
9 mar
Forse a qualcuno è capitato, nel tentativo di trasmettere un file tramite bluetooth, di ricevere questo "simpatico" errore come risposta:
The name org.openobex was not provided any .service files
Non si tratta certo di un problema eccessivamente grave, visto che, tra l’altro, la medesima funzione può essere svolta da riga di comando, ma è indiscutibile la comodità di poter effettuare tutto tramite comode interfacce.. Quindi, soluzione rapida e indolore, come root, digitiamo:
apt-get install obex-data-server
Ovviamente il pacchetto in questione può essere anche comodamente installato da Synaptic..
25 feb
Spesso i “linuxiani” come il sottoscritto devono fare i conti con l’installazione dai sorgenti, operazione che può essere estremamente complicata, ma se fatta con la giusta metodologia, è estremamente soddisfacente. A volte però può essere molto comodo creare un pacchetto .deb, da installare (o disinstallare) successivamente con strumenti automatici come dpkg o Synaptic. Per questo scopo ci serviamo di auto-apt e checkinstall: con il primo teniamo traccia delle dipendende, con il secondo creiamo il pacchetto. Come si usano? Prima di tutto installiamo il necessario (come root):
apt-get install auto-apt checkinstall
Potrebbe anche chiedervi delle altre dipendenze, installatele. A questo punto, quando abbiamo scompattato i sorgenti, invece del classico ./configure, make, make install, diamo la seguente sequenza:
auto-apt run ./configure
make
checkinstall
Dove ovviamente l’ultimo comando va dato come root. Ed ecco che avremo il nostro programma installato e presente nella lista dei pacchetti del sistema. Piccolo trick supplementare, potete anche decidere di non installare subito il programma, ma solo di creare il pacchetto, il comando è il seguente:
checkinstall --install=no
Ed avrete il vostro .deb pronto per essere installato.
24 feb
Negli ultimi giorni il numero di commenti spam su questo blog è aumentato in maniera vertiginosa. Se per i primi 4 mesi buoni ne avevo avuto ricevuti si e no 5/6, ora in meno di 2 settimane sono a quasi 30. Sembrerò pazzo, ma mi sembra un buon dato, vuol dire che il mio piccolo blog sta raggiungendo un minimo di “fama” in rete tale da interessare gli spammers..
Proprio in questi giorni ho potuto perciò apprezzare appieno le qualità di Akismet, un plugin che conoscevo più che altro perchè era indicato tra i “must have” di un buon blogger che utilizzi Wordpress, tanto da essere installato di default. Vediamo un pò in dettaglio come funziona.
Quando arriva un commento, viene controllato da Akismet, che se lo riconosce come spam, lo sposta in una apposita cartella, in attesa di controllo da parte dell’utente, che può semplicemente cancellarlo oppure approvarlo e pubblicarlo (in caso di errato riconoscimento).
Bene, ho già detto che è installato di default in Wordpress, allora basta abilitarlo e configurarlo. Attenzione però, per usarlo serve una chiave API, ovvero un’identificativo dell’utente che utilizza il plugin. Niente di più facile, registrazione gratuita a Wordpress.com, e in pochi minuti avremo un’email con la nostra chiave API (non serve creare un blog, basta registrarsi) da inserire nella pagina di configurazione di Akismet. A questo punto è tutto a posto, Akismet sta già proteggendo il vostro blog dallo spam. Una raccomandazione, qualora un commento venisse inserito per errore nello spam, provvedete a segnalarlo come attendibile e a toglierlo dalla cartella spam, in quanto Akismet si basa su un database di indirizzi email ricavato dai commenti di spam ricevuti dagli utenti stessi, e quindi la mancata rimozione di un indirizzo buono lo renderebbe automaticamente spam per tutti.
Akismet è gratuito per i blog personali, mentre per quelli commerciali occorre acquistare una licenza, inoltre, se il blog supera i 500 dollari mensili di guadagno, è richiesta una donazione (facoltativa) di 5 dollari al mese per contribuire allo sviluppo.
Ultima cosa: Akismet aggiunge alla vostra lista di widget un simpatico contatore animato, giusto per far rendere conto ai vostri lettori del volume di spam attratto dal vostro blog, lo potete notare in basso a destra nella sidebar..
Per qualsiasi chiarimento sono a vostra disposizione!
12 feb
Mozila Firefox è il browser che detiene il record di downloads in un solo giorno, ormai più o meno tutti conoscono le sue potenzialità e i suoi punti di forza. Tra questi, c’è la possibilità di aggiungere al browser stardard una serie di estensioni, veri e propri programmi i quali implementano le funzioni più disparate, ce n’è per tutti, dall’utente che vuole semplicemente cambiare il tema, a chi vuole gestire il proprio blog, a chi vuole ascoltare musica, al webmaster professionista..
Ecco l’elenco delle estensioni che usa il sottoscritto:
In realtà questo elenco è fortemente incompleto, ci sono anche alcune altre estensioni che utilizzo (ad esempio la Google Toolbar), ma implementano funzioni estremamente specifiche, che non credo interessino alla maggior parte degli utenti, inoltre il “repertorio” è pressochè infinito, e mostruosamente adattabile ad gni esigenza, quindi non disperate se avete bisogno di una funzione particolare..
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| By N2H | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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