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Il mio blog: Taranto, Linux, Internet, ma non solo..

Oggi sulla home page di Focus.it campeggia uno speciale sui luoghi più inquinati d’Italia. Basta cliccare, ed ecco che in fondo alla pagina, nell’elenco di questi 10 luoghi, compare proprio la mia amata città natale, Taranto!!

ESTENSIONE: 11.374 ettari, di cui 6.991 di fondali marini e 4.383 di terreno.
CONTAMINANTI: diossine e PCB, metalli pesanti, idrocarburi, amianto.
CONTAMINATORI: industria siderurgica, petrolifera e cementifera.

Nell’articolo sono riportati dati che, chi vive a Taranto e si interessa di certi argomenti, ha già sentito e risentito, ma ritengo che sia bene riportare alcuni passi di questo articolo, giusto per rinfrescare la memoria (e perchè no, magari per portare a conoscenza del problema chi l’ha finora ignorato):

«Secondo il rapporto 2008 dell’Arpa Puglia, dal solo camino E312 dell’impianto di agglomerazione dell’Ilva sono fuoriusciti fino a 171 grammi di diossina all’anno. Se andiamo a vedere il Registro Europeo delle Emissioni Inquinanti scopriamo che, nel 2004, le emissioni di diossina delle industrie di tutta la Spagna sono state 75,6 grammi, quelle del Regno Unito 68,6 g, quelle della Svezia 20,6 g e quelle dell’Austria 1,5. Una sola linea di produzione italiana in un anno fa più danni di tutte le industrie di questi Paesi! E se moltiplichiamo i 171 grammi annui emessi a Taranto per i 45 anni di attività della Ilva otteniamo 7,7 kg di diossina. Che è quasi tre volte la quantità fuoriuscita a Seveso nel 1976!»

E ancora, l’articolo si chiude così:

«..l’area industriale di Taranto è inserita tra i siti contaminati di interesse nazionale dal 1998 e nel 2007 risulta bonificata per l’1% appena (Ispra 2007).»

Questo è il reportage completo, che andrebbe letto d’un fiato, compresi anche i vari link segnalati..


Taranto svegliati!!


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  • Filed under: ambiente, taranto
  • Questa è seria, serissima.. Penso che ormai anche chi tarantino non è sappia in che condizioni sta la nostra bella città in tema di inquinamento.. L’AIL Taranto lancia un appello.. Per avere un’idea, queste sono le rilevazioni dell’ARPA Puglia sulle emissioni di diossina nei cieli della città..

    12 giugno ‘07 2,4 nanogrammi per metro cubo d’aria
    14 giugno ‘07 4,3 nanogrammi per metro cubo d’aria
    16 giugno ‘07 4,9 nanogrammi per metro cubo d’aria
    Febbraio 2008
    7 nanogrammi per metro cubo d’aria

    Il diritto alla salute
    è l’unico inalienabile e non comprimibile!

    Lo Stato italiano e gli Enti locali
    non possono restare inerti dinanzi a questo scempio!

    Non lasciate che i cittadini di Taranto muoiano di cancro!

    Al Presidente del Consiglio dei Ministri
    Al Ministro dell’Ambiente
    A tutti i rappresentanti italiani presso le Istituzioni Europee
    A tutti i Parlamentari e i Senatori Italiani
    Al Governatore della Regione Puglia
    Al Prefetto di Taranto
    Al Presidente della Provincia di Taranto
    Al Sindaco di Taranto

    CHIEDIAMO

    1. Predisposizione a brevissimo termine di un monitoraggio 24 ore su 24, ad opera dell’ARPA PUGLIA, delle emissioni inquinanti degli impianti: ILVA S.p.A, dell’ENI S.p.A., della centrale EDISON, dell’ENI POWER, della CEMENTIR.
    2. Riduzione, in applicazione della normativa comunitaria (Decisione del Consiglio 2004/259/CE), del limite di emissione di diossina a 0.4 ng TE/m3 -0.4 nanogrammi per metro cubo normalizzato (valore espresso in tossicità equivalente), attraverso la modifica del Dlgs 152/2006 o attraverso la stipula di specifici accordi d’intesa tra lo Stato, la Regione Puglia, la Provincia di Taranto, il Comune di Taranto, e i gestori degli impianti industriali (art.5 co. 20 del D.L.vo 59/2005).
    3. Potenziamento del registro Tumori della Provincia Jonica, al fine di avere a disposizione dei dati di incidenza e mortalità per neoplasie “scientificamente rilevanti”.
    4. NON RILASCIO DELL’ Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) all’ILVA S.p.A se non dopo l’indicazione (produzioni di dati e documenti) da parte della società: 1) delle tecnologie utilizzate per prevenire o ridurre le emissioni inquinanti (in particolare, benzene, PCDD-PCDF (diossine), polveri metalliche e IPA); 2) delle misure previste per controllare tali emissioni; 3) delle migliori tecniche disponibili utilizzate per prevenire o ridurre tali emissioni.

    Inutile sottolineare l’importanza di questo appello, è ora che noi cittadini di Taranto iniziamo a muoverci se vogliamo aiutare in concreto questa città ad uscire dallo stato di profondo abbandono e dissesto in cui è crollata negli ultimi anni!!

    Firmate in tantissimi l’appello!!

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