Il mio blog: Taranto, Linux, Internet, ma non solo..
20 nov
PREMESSA: questa guida è rivolta a coloro che hanno bisogno di condividere files tra due o più pc sui quali sia installato Linux (su tutti, non solo su uno).
Useremo NFS (acronimo di Network FileSystem), che, pur avendo ormai la sua età, è sempre semplice, funzionale e sicuro, oltre che rapido (che non guasta mai). Dobbiamo configurare prima il server e poi il/i client..
Cominciamo dal server, installando ovviamente il necessario:
sudo apt-get install portmap nfs-kernel-server
Poi specifichiamo quali directory sul server vogliamo condividere:
sudo gedit /etc/exports
Aggiungiamo una riga per ogni directory da condividere con la seguente sintassi:
/percorso_completo_dir indirizzo_IP_del_client(rw,sync)
Per abilitare la lettura/scrittura, oppure
/percorso_completo_dir indirizzo_IP_client(ro,sync)
Per accedere in sola lettura. Potenzialmente avremmo già finito, ma è meglio rendere più sicura questa condivisione, specificando chi può accedervi; per fare ciò digitiamo
sudo gedit /etc/hosts.allow
Ed inseriamo le seguenti righe:
portmap: indirizzi_IP_client_autorizzati
mountd: indirizzi_IP_client_autorizzati
nfsd: indirizzi_IP_client_autorizzati
statd: indirizzi_IP_client_autorizzati
lockd: indirizzi_IP_client_autorizzati
rquotad: indirizzi_IP_client_autorizzati
Se abbiamo più client, i loro indirizzi vanno separati da virgole. Specifichiamo anche quali client non sono autorizzati ad accedere alla condivisione:
sudo gedit /etc/hosts.deny
Ed inseriamo la riga:
portmap: ALL
mountd: ALL
nfsd: ALL
statd: ALL
lockd: ALL
rquotad: ALL
In questo modo ogni client non compreso tra quelli specificati in precedenza non avrà accesso alla nostra condivisione. Si può anche precludere l’accesso ad un client preciso, specificandone l’IP al posto di ALL, oppure negare l’accesso a tutti tranne uno, in questo caso si usa la sintassi:
ALL EXCEPT indirizzi_IP_client_autorizzati
Con il server abbiamo finito. Riavviamo i servizi per rendere effettive le modifiche:
sudo portmap restart
sudo /etc/init.d/nfs-kernel-server restart
Andiamo a configurare il client. Prima di tutto installiamo anche qui il necessario:
sudo apt-get install portmap nfs-common
Avremmo già finito, ma anche in questo caso è meglio rendere la condivisione più sicura.
sudo gedit /etc/hosts.deny
Inseriamo la riga:
portmap: ALL
Poi:
sudo gedit /etc/hosts.allow
Inseriamo:
portmap: indirizzo_IP_server
A questo punto abbiamo davvero finito, possiamo montare la condivisione: per farlo occorre creare una directory apposita, ad esempio
sudo mkdir /media/condivisione
Poi montiamo la condivisione con il comando:
sudo mount -t nfs indirizzo_IP_server:/percorso_completo_dir_condivisa /media/condivisione
Se tutto va bene, vedrete apparire un nuovo dispositivo montato tra le risorse del computer (es. con Gnome). Quest’ultimo comando va dato chiaramente ogni volta che si spegne e riaccende il client. Volendo però lo si può rendere permanente, editando fstab:
sudo gedit /etc/fstab
Inseriamo la riga:
# Condivisione NFS
indirizzo_IP_server:/percorso_completo_dir_condivisa /media/condivisione nfs rw,hard,intr 0 0
Chiaramente rw,hard,intr sono solo alcune opzioni possibili, come ogni altro filesystem ne esistono altre, ad esempio potremmo scrivere semplicemente defaults per montare la condivisione con le opzioni standard.
Alla prossima..
2 nov
E’ stata rilasciata Karmic Koala, la nuova versione (9.10) di Ubuntu!! Chiaramente, non potevo non installarla.. Premetto che parlo di un’installazione nuova di zecca, non di un aggiornamento. Devo dire che, rispetto a Jaunty, sono piacevolmente sorpreso.. Riguardo i tre aspetti che non mi erano piaciuti con la vecchia versione (vedere “HP Pavilion DV6-1205sl e Jaunty“):
/etc/modprobe.d/alsa-base.conf come segue:
sudo gedit /etc/modprobe.d/alsa-base.conf
L’ultima riga era:
options snd-hda-intel power_save=10 power_save_controller=N
Io ho solo aggiunto alla fine model=hp-hdx:
options snd-hda-intel power_save=10 power_save_controller=N model=hp-hdx
EDIT: grazie alla segnalazione di V, mi sono reso conto che inserendo il jack delle cuffie si ottiene lo strano effetto che le cuffie stesse funzionano, ma resta attivo anche l’altoparlante del notebook.. Al momento non ho trovato una soluzione (l’aggiornamento di Alsa non ha dato esito positivo), vi terrò aggiornati..
EDIT 2: dopo un’altra prova, ho trovato il sistema per disabilitare gli altoparlanti quando si inseriscono le cuffie.. Nella maniera più artigiale del mondo, da terminale digitare:
alsamixer -Dhw
spostarsi con le frecce alla voce Speaker e premere m per disabilitarlo, poi una volta staccate le cuffie ripremere m per riabilitarlo.. E’ orribile come soluzione lo so, prometto che cercherò di trovarne una più elegante!!
29 ott
Vi ricordate giochi storici con Monkey Island e/o Simon the Sorcerer?? Erano quelle avventure grafiche punta-e-clicca tanto famose negli anni 90 che richiedevano notevoli doti di intuito per arrivare alla fine. Bene, esiste un modo per farle rivivere in Linux (ma anche in altri sistemi operativi): ScummVM. Si tratta praticamente del motore grafico di quei giochi, che quindi vi consente di farli girare alla perfezione!!
Come installarlo?? Semplicissimo, o dai repository di Ubuntu, oppure scaricando il pacchetto adatto alla vostra distribuzione da qui..
A questo punto dovete avere i files del vostro gioco in una directory (scaricarli è semplice, basta una ricerca su Google, ed in più molti sono catalogati ormai come Abandonware, quindi il loro download è legale), oppure potete anche usare i vecchi floppy se li avete ancora, aprire ScummVM, che si trova in Applicazioni -> Giochi, cliccare su Add Game e selezionare la directory dove si trovano i files. A questo punto vi dovrebbe apparire una maschera con la possibilità di scegliere le opzioni riguardanti audio, video, ecc., ma non è fondamentale settare anche queste opzioni..
A questo punto basta cliccare su Start e giocare!!
In caso vi venga richiesto il codice di protezione del gioco (ma è un’ipotesi remota, di solito ScummVM salta direttamente tale richiesta), normalmente basta inserire un codice qualunque. Da ricordare che di questi vecchi giochi esistono versioni floppy e versioni CD, di solito la differenza sta nell’audio (migliore per la versione CD ovviamente, che spesso comprende anche il parlato)..
14 ott
C’è un modo per poter installare sulla propria Ubuntu un kernel nuovo di zecca praticamente senza fatica, usando comodi pacchetti deb precompilati. Chiaramente compilare un kernel a partire dai sorgenti resta il metodo per eccellenza, che consente di modellare il kernel stesso sulla macchina sottostante, e spingerne quindi le prestazioni al massimo, ma è altrettanto vero che il metodo che vado a descrivere va bene per la maggior parte degli utenti, i quali necessitano di una macchina performante e che supporti (possibilmente) l’hardware più recente.
C’è da dire anche che un nuovo kernel non è la panacea di tutti i mali, quindi non è detto che il vostro problema magicamente si risolva, e comunque non bisogna mai dimenticare che alcuni moduli relativi a nostre installazioni (ad esempio VirtualBox e le schede video in generale) vanno ricompilati perchè possano funzionare col nuovo kernel. A volte poi alcuni drivers non offrono il supporto ai kernel più recenti (è il caso ad esempio dei Catalyst di ATI, l’attuale versione 9.9 non supporta il kernel 2.6.31, tanto per fare un esempio).
Morale: non siate precipitosi e valutate bene ciò che fate, inoltre non cancellate mai i vecchi kernel funzionanti finchè non siete sicuri che il nuovo funzioni esattamente allo stesso modo (e possibilmente meglio).
Fatta questa lunga ma doverosa premessa, qui c’è il repository dei pacchetti precompilati del kernel: scegliete la versione che volete installare, entrate nella relativa directory e scaricate solo il file linux-image relativo alla vostra architettura (i386 = 32 bit, amd64 = 64 bit), più il file linux-headers che presenta il suffisso all, più il file linux-headers che presenta il suffisso relativo alla vostra architettura.
A questo punto installate tutto, basta il comando:
sudo dpkg -i linux*.deb
Verrà fatto tutto in automatico, compreso l’aggiornamento di GRUB (che vi verrà comunque richiesto)..
A questo punto basterà riavviare per utilizzare il nuovo kernel..
11 ott
Cos’è Pandora?? Avete presente Last.fm?? Bene, stesso servizio (una radio online personalizzabile in base ai propri gusti), ma statunitense, e riservato ai soli residenti negli USA..
Come possiamo ascoltare questo servizio noi poveri italiani? Semplice, usando Tor!! Cos’è Tor? Un semplice tool per la navigazione anonima..
Cominciamo aggiungendo il relativo repository al file /etc/apt/sources.list (come spiegato anche qui):
deb http://deb.torproject.org/torproject.org nome-distro main
Ovviamente invece di nome-distro va inserita la vostra distribuzione (es. hardy, jaunty, lenny ecc.). Ora importiamo la chiave GPG di questo repository ed installiamo il tutto:
gpg --keyserver keys.gnupg.net --recv 886DDD89
gpg --export A3C4F0F979CAA22CDBA8F512EE8CBC9E886DDD89 | sudo apt-key add -
sudo apt-get update
sudo apt-get install tor tor-geoipdb
Ora dobbiamo istruire Tor ad usare relay (server remoti che “consegnano” i nostri pacchetti a nome proprio) statunitensi. Per farlo andiamo ad editare il file /etc/tor/torrc (con il comando sudo gedit /etc/tor/torrc) aggiungendo alla fine le seguenti righe:
StrictExitNodes 1
exitnodes desync, lefkada, bettyboop, croeso, TorLuwakOrg, nixnix, inap1, redpineapple, cronic, sasquatch, slowturtle2, whistlersmother
Riavviamo poi Tor con il seguente comando in modo che utilizzi la nuova configurazione:
sudo /etc/init.d/tor restart
Ora non ci resta che istruire il browser ad usare Tor; per prima cosa creiamo un semplice file di testo che chiameremo tor.pac inserendo al suo interno le seguenti righe:
function FindProxyForURL(url, host)
{
if (shExpMatch(host, "www.pandora.com")) return "SOCKS 127.0.0.1:9050";
return "DIRECT";
}
Supponendo di usare Firefox, consiglio l’estensione FoxyProxy, che permette di creare un filtro che usa Tor solo per i siti che noi gli indichiamo. Dopo averla installata, andiamo in Strumenti -> FoxyProxy -> Generali e nella scheda che si apre clicchiamo su Nuovo Proxy. Ora nella scheda Generali diamo un nome al nuovo filtro, poi nella scheda Dettagli dei proxy selezioniamo Configurazione automatica dei proxy (URL) e nell’apposito spazio scriviamo:
file:///percorso-del-file-tor.pac/tor.pac
Nella scheda URL o modelli URL infine clicchiamo su Nuovo modello, diamo come nome Pandora e come URL o modello URL l’espressione:
*www.pandora.com/*
Diamo Ok due volte e poi clicchiamo su Chiudi e abbiamo finito. Ora siamo in grado di collegarci a Pandora!!
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